Farmaci antiparassitari usati contro il cancro: le testimonianze di pazienti e le ricerche scientifiche

  • June 27, 2025

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Sempre più pazienti oncologici raccontano di aver trovato beneficio dall’uso di farmaci antiparassitari comunemente destinati agli animali, come il fenbendazolo, impiegati fuori indicazione nel tentativo di contrastare vari tipi di tumori. A portare l’argomento all’attenzione mediatica è Joe Tippens, uomo d’affari statunitense oggi 67enne, che nel 2016 ricevette una diagnosi di carcinoma polmonare a piccole cellule con metastasi diffuse. Dopo cure convenzionali con chemioterapia e radioterapia, Tippens decise di provare il fenbendazolo, farmaco veterinario usato da decenni contro i parassiti intestinali, non approvato dalla Food and Drug Administration (FDA) per l’uso umano. Iniziò ad assumere Panacur, un prodotto veterinario contenente fenbendazolo, integrando il trattamento con curcumina e CBD. Dopo tre mesi, Tippens risultò curato dalla malattia, dando origine a quello che molti hanno soprannominato il “Protocollo Tippens”. Il fenomeno ha attirato anche l’attenzione medica. L’oncologo canadese William Makis ha spiegato che diversi suoi pazienti sono risultati guariti dal cancro dopo aver seguito regimi simili. Secondo Makis, gli antiparassitari come fenbendazolo, mebendazolo e albendazolo avrebbero fino a dodici meccanismi d’azione contro le cellule tumorali, tra cui il blocco dell’assorbimento di glucosio, la distruzione dei microtubuli necessari alla divisione cellulare e l’attivazione della proteina p53, nota per il suo ruolo soppressore dei tumori. Studi preliminari, anche condotti da ricercatori dell’Università di Stanford, hanno segnalato casi clinici di regressione del tumore in pazienti trattati con fenbendazolo. Una review pubblicata nel 2024 sull’Anticancer Research Journal ha osservato come il farmaco alteri il metabolismo energetico delle cellule tumorali, privandole di zuccheri e inducendo la morte cellulare, senza danneggiare in modo significativo le cellule sane. Studi su animali e su colture cellulari hanno mostrato effetti promettenti, come la riduzione della crescita tumorale e l’induzione della morte delle cellule tumorali, anche in forme aggressive come il glioblastoma. Nonostante le testimonianze e le prime evidenze scientifiche, l’uso umano di fenbendazolo non è autorizzato. La FDA ha ribadito che il farmaco non ha superato gli studi clinici richiesti per la sicurezza e l’efficacia nell’uomo. Tuttavia, alcuni medici prescrivono questi farmaci come terapie “riproposte”, pratica che resta controversa e talvolta ostacolata dagli ordini medici. Fra le persone che hanno scelto percorsi alternativi c’è Donna Leland, conduttrice radiofonica americana, che dopo una diagnosi di cancro uterino ha rifiutato chemio e radioterapia, optando per fenbendazolo e ivermectina. A distanza di un anno dall’intervento chirurgico, riferisce di sentirsi in ottima salute e di risultare guarita dalla malattia ai controlli oncologici. Il “Protocollo Tippens” ha suscitato interesse a livello globale, specialmente in Cina, dove il blog ha superato 20 milioni di visualizzazioni. Tippens, però, ha rifiutato ogni opportunità di guadagno economico, dichiarando di non voler compromettere la fiducia delle persone trasformando la propria storia in un business. Resta il nodo dell’assenza di studi clinici su larga scala e del rischio di effetti collaterali. Makis riferisce di aver osservato nei pazienti solo effetti moderati come disturbi visivi, vertigini e stanchezza. Il dibattito sull’uso di farmaci antiparassitari contro il cancro continua a dividere il mondo medico.
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