Varie associazioni di categoria hanno lanciato un duro allarme contro le modifiche annunciate dall’Úrad pre reguláciu sieťových odvetví (ÚRSO), l’Autorità slovacca di regolazione dei settori energetici, in merito al sistema di contabilizzazione degli scostamenti nella produzione e nel consumo di elettricità. Secondo le associazioni, la riforma prevista causerebbe danni per milioni di euro, metterebbe a rischio posti di lavoro, porterebbe alla chiusura di molte imprese industriali e aggraverebbe ulteriormente la competitività della Slovacchia. ÚRSO ha infatti reso noto il 1° luglio di voler introdurre, già dal 1° agosto, un nuovo meccanismo secondo cui le aziende dovranno pagare per ogni errore di stima nella loro produzione o consumo di energia elettrica. La novità proposta da ÚRSO sarebbe molto più severa di norme simili presenti in Europa, perché applicherebbe prezzi punitivi già per scostamenti relativamente piccoli, senza tener conto delle difficoltà reali di previsione dei consumi o della produzione, specie per industrie energivore. Il Klub 500 ad esempio critica il fatto che la proposta sia arrivata senza alcun confronto tecnico né consultazioni con le parti interessate e denuncia la mancanza di trasparenza e di prevedibilità nel quadro regolatorio. Tibor Gregor, direttore esecutivo del Klub 500, ha dichiarato che la Slovacchia produce più energia elettrica di quanta ne consumi, ma le imprese pagano comunque prezzi tra i più alti della regione. Secondo Gregor, anziché affrontare questo problema cruciale, ÚRSO introduce una misura che aumenterà ulteriormente i costi, comprometterà l’industria e disincentiverà gli investimenti. L’Autorità ha motivato la riforma con la necessità di ridurre gli effetti negativi legati all’integrazione della Slovenská elektrizačná prenosová sústava (SEPS), il gestore della rete di trasmissione slovacca, nelle piattaforme europee di acquisto transfrontaliero di energia di regolazione Picasso e Mari, previste per fine 2024. Secondo ÚRSO, la modifica sarebbe utile a contrastare eventuali speculazioni sul mercato elettrico. Il Klub 500 sostiene invece che, in base alle prime analisi, la nuova normativa provocherebbe un aumento dei costi pari a milioni di euro l’anno per le grandi imprese. Inoltre, l’associazione respinge l’idea che tali misure possano contribuire a ridurre il prezzo dell’energia. Se l’ÚRSO dovesse portare avanti queste disposizioni considerate “distruttive”, il Klub 500 ritiene che si tratterebbe non solo di un attacco all’industria, ma anche di un colpo diretto alla stabilità dell’intera economia slovacca. Gli imprenditori hanno chiesto la sospensione dell’iter e avvertono che, se la modifica dovesse entrare in vigore sono pronti a difendere gli interessi dell’industria slovacca con tutti gli strumenti legali e istituzionali disponibili, anche a livello internazionale.