Il sindaco del piccolo comune di Ďurďoš (distretto di Vranov nad Topľou), Miroslav Mikeľ, è stato arrestato lo scorso 17 luglio durante un’operazione della polizia anticorruzione mentre riceveva una tangente da 92.500 euro nel suo ufficio. Il denaro sarebbe stato richiesto in cambio di un atto amministrativo necessario per una lottizzazione residenziale. L’operazione, denominata "Výstavba" (Costruzione), è stata confermata dal portavoce della presidenza della polizia, Roman Hájek, e ha incluso perquisizioni e il sequestro di materiale probatorio. Il sindaco, 42 anni, è stato incriminato per corruzione e abuso di potere. Tuttavia, il giudice non ha accolto la richiesta di custodia cautelare in carcere, pur riconoscendo la fondatezza delle accuse. La procura di Prešov ha presentato ricorso. Secondo i media slovacchi, Mikeľ avrebbe richiesto la somma a uno dei proprietari di terreni nel catasto del comune per rilasciare un documento urbanistico necessario alla trasformazione dell’area. L’uomo è stato arrestato subito dopo aver incassato il denaro. Il diretto interessato, così come il presunto corruttore, non hanno rilasciato dichiarazioni. Il controllo sulle pratiche urbanistiche spetta agli uffici tecnici regionali. Il revisore del comune, Radoslav Ščuka, ha dichiarato di essere venuto a conoscenza del caso solo attraverso i media. La sua funzione è part-time e non include il controllo diretto sulle pratiche edilizie, essendo competenza delegata dello Stato. La notizia ha scosso la piccola comunità di Ďurďoš, che conta meno di 300 abitanti. Alcuni cittadini criticano il sindaco, altri lo difendono. Secondo TV Joj, Mikeľ si sarebbe già dimesso. Se riconosciuto colpevole, rischia da 4 a 10 anni di carcere.