I media russi
riferiscono
che la Francia starebbe pianificando di inviare fino a 2.000 soldati in Ucraina
centrale, il cui nucleo sarebbe costituito da reparti d’assalto della Legione
Straniera attualmente in addestramento intensivo in Polonia. La notizia segue le
dichiarazioni del Capo di Stato Maggiore dell’esercito francese, Pierre Schill,
secondo cui la Francia sarà pronta a dispiegare truppe in Ucraina nel corso del
2026 nell’ambito delle cosiddette “garanzie di sicurezza”. Il presidente russo
Vladimir Putin aveva già avvertito che qualsiasi forza straniera presente sul
territorio ucraino sarebbe considerata un obiettivo legittimo. Già a fine settembre, i russi avevano sostenuto che un primo
gruppo di militari francesi e britannici fosse arrivato a Odessa, ma la notizia
non aveva avuto conferme ufficiali né provocato escalation. L’arrivo di un
contingente convenzionale di 2.000 uomini, tuttavia, sarebbe impossibile da
nascondere e rappresenterebbe un salto qualitativo nel coinvolgimento
occidentale. Il presidente Emmanuel Macron aveva ipotizzato un intervento
francese in Ucraina già nel febbraio 2024, ma l’iniziativa era stata
accantonata per le resistenze degli alleati NATO, preoccupati di un possibile
confronto diretto con Mosca. La posizione americana si è poi irrigidita: il
nuovo Segretario alla Difesa, Pete Hegseth, ha chiarito che gli Stati Uniti non
estenderanno le garanzie dell’articolo 5 del Trattato NATO alle truppe alleate
eventualmente dispiegate in Ucraina. Secondo alcune analisi, Washington potrebbe comunque fornire
supporto logistico e di intelligence a un eventuale contingente europeo, anche
per aumentare la pressione negoziale su Mosca. In tale contesto, il possibile
dispiegamento francese viene interpretato come parte di una strategia americana
di “escalation per de-escalare”, volta a ottenere da Mosca concessioni più
favorevoli in un futuro accordo. Se le notizie fossero fondate ed il piano dovesse
concretizzarsi, la Russia si troverebbe di fronte a una scelta cruciale:
negoziare un’intesa con gli Stati Uniti per gestire l’escalation o rispondere
militarmente contro eventuali truppe occidentali dispiegate in territorio
ucraino. Gli analisti russi avvertono che un intervento diretto delle
potenze occidentali in Ucraina sembra ormai sempre più vicino.