In
Slovacchia sono oggi occupati oltre 135.000 stranieri, ossia quasi il 7% di
tutti i lavoratori. Questo livello è stato raggiunto a settembre 2025, segnando
un record storico, e con una parte consistente di questi dipendenti provenienti
da Paesi terzi, al di fuori dell’Unione Europea.
Le nazionalità più numerose sono: ucraini (37,5 %), serbi (6,7 %), indiani (6,6
%), cechi (5,3 %) e rumeni (5,2 %). La maggiore comunità è quella degli
ucraini, con oltre 50.000 persone. In particolare, il numero degli indiani è quasi triplicato solo nel
2025 e in molte fabbriche slovacche gli indiani già costituiscono parte
significativa dei team produttivi. Si
nota un’accresciuta domanda di lavoratori stranieri soprattutto nei settori
dell’industria, della logistica e dei servizi; tuttavia, sta aumentando anche
la presenza di posizioni qualificate e tecniche, incluse quelle artigianali e
di specialisti.
Nel secondo trimestre del 2025 il tasso di disoccupazione ha raggiunto il 5,3%,
un lieve aumento rispetto all’anno precedente, ma comunque un valore
relativamente basso. Va di pari passo un persistente deficit di lavoratori,
specialmente in ruoli operativi e tecnici, che spinge all’assunzione di
stranieri. Nel confronto con
Paesi vicini come la Repubblica Ceca, dove gli stranieri costituiscono anche oltre il 15% della
forza lavoro, la Slovacchia si trova ancora indietro. Ciò è attribuito non
soltanto a salari mediamente inferiori, ma anche a regimi più complessi per
visti e programmi di assunzione.
Secondo gli esperti, la quota degli stranieri nel mercato del lavoro slovacco
potrebbe nei prossimi anni avvicinarsi al 15%, ma tale evoluzione dipenderà
principalmente dal miglioramento dei processi di autorizzazione all’ingresso e
dalla reale integrazione dei lavoratori stranieri nella vita professionale e
sociale.
Tra le professioni più frequenti tra gli stranieri si trovano operatori e
montatori di macchine e impianti (38,1 %), lavoratori non qualificati (18,5 %),
addetti ai servizi e al commercio (10,7 %) e, circa al 10% ciascuno, artigiani
qualificati e specialisti.
Le imprese e le agenzie sottolineano l’importanza non solo dell’aspetto
amministrativo (visti, permessi), ma anche dell’adattamento dei lavoratori
stranieri al nuovo ambiente lavorativo e sociale. Le aziende iniziano a
considerarli non più solo come soluzioni a breve termine, ma come membri
stabili del team. Iniziative di supporto come “Employee Care” sono messe in
campo per facilitare l’alloggio, il trasporto, l’apprendimento della lingua e
la formazione: tutto ciò contribuisce a ridurre la fluttuazione del personale,
a diminuire il numero di conflitti e a raggiungere più rapidamente la
produttività.
Il mercato del lavoro slovacco cambia volto: gli stranieri diventano indispensabili
- November 10, 2025

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