Le ripetute riduzioni dell’IVA nel settore della ristorazione in Slovacchia non si sono tradotte in un calo dei prezzi per i consumatori. Nonostante la riduzione dell’aliquota per il cibo, dal 20% al 10% nel 2023 e poi al 5% nel 2025, i prezzi nel comparto gastronomico sono aumentati del 7,6% dall’inizio dell’anno e addirittura del 9,4% su base annua a settembre, superando la crescita media dell’inflazione generale. Il settore della ristorazione si conferma così tra quelli che registrano i maggiori aumenti di prezzo, pur beneficiando di una tassazione agevolata.
Attualmente nel comparto si applicano tre diverse aliquote IVA:
– 5% per il cibo consumato sul posto,
– 19% per le bevande analcoliche,
– 23% per gli alcolici.
Inoltre, la normativa distingue tra consumo in ristorante e servizio di consegna a domicilio: nel primo caso l’aliquota resta al 5%, mentre nel secondo sale al 19%. Secondo gli analisti, questa frammentazione aumenta la complessità fiscale e apre margini per pratiche di ottimizzazione o di errore. Il settore gastronomico, già considerato ad alto rischio di evasione, continua quindi a mostrare una forte discrepanza tra misure fiscali e risultati sui prezzi, segnalando che la riduzione dell’IVA non è stata trasferita ai clienti finali ma assorbita lungo la catena dei costi.