Il Ministero del Lavoro sta preparando una nuova normativa che mira a riclassificare come lavoratori dipendenti i corrieri e i tassisti che operano tramite piattaforme digitali, come Bolt. L’intervento legislativo è finalizzato al recepimento della direttiva europea del 2024 sul lavoro tramite piattaforme digitali, che introduce criteri più stringenti per la tutela dei lavoratori del settore. Secondo le nuove regole in fase di elaborazione, le piattaforme non potranno più valutare, premiare o interrompere i rapporti di lavoro esclusivamente attraverso sistemi algoritmici automatizzati. La direttiva europea impone infatti una maggiore trasparenza nei processi decisionali digitali e rafforza il ruolo del controllo umano nelle scelte che incidono sulle condizioni di lavoro. L’obiettivo dichiarato della riforma è garantire maggiori tutele sociali e contrattuali ai lavoratori delle piattaforme, spesso classificati come autonomi pur operando in condizioni assimilabili a quelle del lavoro subordinato. Tuttavia, il Ministero riconosce che un aumento degli obblighi per le imprese potrebbe avere effetti collaterali sul mercato, tradotto un aumento dei prezzi del servizio taxi. Esperienze simili in altri Paesi europei, in particolare in Spagna, hanno mostrato infatti che l’inasprimento delle regole può tradursi in un aumento dei prezzi per i consumatori e in una riduzione delle opportunità di lavoro offerte dalle piattaforme.
Il governo prepara nuove regole per i servizi taxi Bolt e Uber
- February 6, 2026
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