SaS propone il ritorno a un’aliquota IVA unica: meno eccezioni e maggiore efficienza

  • February 9, 2026

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L’esistenza di più aliquote IVA in Slovacchia crea spazio per speculazioni, ottimizzazioni fiscali e frodi, aumenta l’incertezza giuridica per le imprese e complica inutilmente l’amministrazione tributaria. Secondo il deputato di Sloboda a Solidarita (SaS) Marián Viskupič, le modifiche introdotte negli ultimi anni non hanno inoltre prodotto i risultati attesi in termini di consolidamento dei conti pubblici. Per questo, a suo avviso, il Paese dovrebbe “fare un passo indietro” e tornare a un’aliquota IVA unica. Viskupič sostiene che l’attuale sistema, caratterizzato da numerose eccezioni ed eccezioni alle eccezioni, sia eccessivamente complesso e favorisca comportamenti opportunistici, aumentando i costi amministrativi e la pressione burocratica soprattutto su piccole e medie imprese. A supporto della sua proposta cita anche le valutazioni della Národná banka Slovenska, secondo cui dopo le recenti modifiche l’efficienza della riscossione dell’IVA è in calo. In particolare, la banca centrale stima che, nonostante l’aumento dei consumi e i cambiamenti legislativi sulle aliquote, la minore efficienza abbia comportato un mancato gettito per le finanze pubbliche di circa 469 milioni di euro. Sempre secondo l’analisi della banca centrale, un miglioramento dell’efficacia della riscossione passerebbe soprattutto da una semplificazione e maggiore trasparenza della normativa, con un numero ridotto di eccezioni. Una base più semplice e un’aliquota più bassa potrebbero inoltre ridurre gli incentivi all’evasione consapevole. Per Viskupič, queste conclusioni rafforzano la necessità di introdurre un’aliquota unica e di ridurre quella di base. Il deputato di SaS contesta anche l’efficacia sociale delle aliquote ridotte, sostenendo che in pratica esse si riflettono solo parzialmente in prezzi più bassi per i consumatori finali, mentre aggravano gli oneri per le imprese e sottraggono tempo e risorse a investimenti e innovazione. A pagarne il prezzo sarebbero soprattutto le aziende di dimensioni minori, meno attrezzate per gestire un quadro fiscale complesso. La proposta prevede il ripristino di un’aliquota IVA unica al 19%. Secondo le stime di Viskupič, nel primo anno ciò comporterebbe un calo di entrate per circa 550 milioni di euro, che sarebbe però compensato nel medio periodo da una maggiore competitività dell’economia, da un miglioramento del contesto imprenditoriale e da un aumento dell’efficienza della riscossione.
La Slovacchia ha già sperimentato un’aliquota unica del 19% a partire dal 2004, introdotta dal secondo governo guidato da Mikuláš Dzurinda nell’ambito della cosiddetta “flat tax”. Quel sistema è spesso citato come uno dei fattori alla base della forte crescita economica del Paese negli anni successivi. L’aliquota unica rimase in vigore fino alla fine del 2006, quando il primo governo di Robert Fico introdusse una prima aliquota ridotta del 10% per farmaci e dispositivi medici, aprendo poi la strada a ulteriori estensioni delle aliquote agevolate.


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