Riforma dei servizi consolari: nuove regole per cittadinanza, AIRE e documenti per gli italiani all’estero

  • March 5, 2026

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La Legge 19 gennaio 2026, n. 11, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale n. 28 del 4 febbraio 2026, introduce una riforma significativa dei servizi consolari e dell’organizzazione del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. La normativa prevede una fase transitoria fino al 31 dicembre 2028, con una piena operatività delle nuove procedure nel periodo compreso tra il 1° gennaio 2029 e il 31 dicembre 2030. L’obiettivo dichiarato è migliorare l’accesso ai servizi per i cittadini italiani residenti all’estero, ridurre i tempi delle pratiche e rafforzare la digitalizzazione delle procedure amministrative. Uno degli ambiti più interessati dalla riforma riguarda il riconoscimento della cittadinanza italiana. Fino al 31 dicembre 2028 i consolati continueranno a ricevere le domande di riconoscimento della cittadinanza per i maggiorenni figli di cittadini italiani, ma con un limite quantitativo: ogni sede consolare potrà accettare un numero di richieste non superiore a quello ricevuto nell’anno precedente. Dal 1° gennaio 2029 al 31 dicembre 2030 le domande non saranno più gestite dai singoli consolati ma dovranno essere inviate all’Ufficio centrale del Ministero degli Affari Esteri esclusivamente in forma cartacea. Le comunicazioni ufficiali saranno trasmesse all’indirizzo email indicato dal richiedente nella domanda, anche se non si tratta di posta certificata. I tempi di lavorazione resteranno fissati a 36 mesi dalla presentazione della richiesta. La riforma introduce inoltre modifiche al funzionamento dell’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero (AIRE), che verrà integrata nell’Anagrafe Nazionale della Popolazione Residente (ANPR). La legge chiarisce anche le categorie di cittadini italiani all’estero che non devono essere iscritti all’AIRE, poiché il loro legame amministrativo con l’Italia resta prevalente. Tra questi figurano i lavoratori stagionali, il personale delle amministrazioni pubbliche, dirigenti scolastici e docenti in servizio all’estero, dipendenti regionali presso uffici di rappresentanza all’estero, personale civile e militare con indennità di servizio all’estero, personale impiegato nelle strutture della NATO e i loro familiari conviventi. Viene inoltre introdotta la possibilità di iscrizione volontaria all’AIRE per i cittadini che mantengono il domicilio fiscale in Italia ma lavorano all’estero presso istituzioni dell’Unione europea o altre organizzazioni internazionali. La legge modifica anche le procedure relative al passaporto. Con l’entrata in vigore della riforma non sarà più possibile rinnovare i passaporti: alla scadenza dovrà essere richiesto un nuovo documento presso gli uffici consolari. In caso di smarrimento o furto del passaporto, la denuncia dovrà essere presentata alla polizia italiana se l’evento avviene in Italia oppure alle autorità locali se accade all’estero, con successiva comunicazione al consolato competente. Qualora non sia possibile presentare denuncia alle autorità locali, il cittadino potrà rilasciare una dichiarazione direttamente presso gli uffici consolari. I nuovi passaporti continueranno a includere elementi biometrici, con foto, firma e dati biometrici memorizzati in un microprocessore integrato nel documento. Novità rilevanti riguardano anche la carta d’identità valida per l’espatrio. Dal 3 agosto 2026 tutte le carte d’identità italiane cartacee dovranno essere sostituite dalla Carta d’Identità Elettronica (CIE), indipendentemente dalla loro data di scadenza. Inoltre, a partire dal 1° giugno 2026, i cittadini italiani residenti all’estero potranno richiedere la CIE non solo presso il proprio consolato di riferimento ma anche presso qualsiasi comune italiano. La carta d’identità elettronica include il codice fiscale del titolare, le impronte digitali e può essere utilizzata per accedere ai servizi digitali della pubblica amministrazione italiana in alternativa allo SPID, oltre a consentire l’utilizzo della firma digitale.



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