L'autorità slovacca di regolamentazione delle reti (ÚRSO) ha approvato un aumento del 10% delle tariffe di transito del gas per l'operatore eustream a partire dal 1° maggio, respingendo in larga parte la richiesta dell'operatore controllato dal gruppo EPH, che aveva chiesto un rialzo del 70%.
In termini concreti, la tariffa di transito, che si attestava a 93 euro per MWh nel 2024 ed era già salita a 365 euro nel 2025, crescerà ora fino a 401,50 euro anziché ai 620,50 euro richiesti. La decisione del regolatore rappresenta un compromesso tra le esigenze finanziarie dell'operatore e la tutela degli utenti industriali e dei consumatori finali, che avrebbero subito un impatto significativo da un aumento più consistente.
L'incremento riflette in larga misura le conseguenze della sospensione del transito di gas russo attraverso l'Ucraina, avvenuta a inizio 2025. Per decenni, eustream ha svolto un ruolo fondamentale nel trasporto di gas russo verso l'Europa occidentale, beneficiando di entrate consistenti legate a questo flusso di transito. La chiusura di questa rotta ha ridotto drasticamente i volumi trasportati sulla rete slovacca, costringendo la società a recuperare i mancati ricavi quasi esclusivamente attraverso le tariffe applicate al mercato interno.
Il presidente dell'ÚRSO, Jozef Holjenčík, aveva riconosciuto già mesi fa che i prezzi del gas sarebbero aumentati: le perdite di eustream legate alla fine del transito ammontavano a circa 600 milioni di euro annui. Anche l'Agenzia europea per la cooperazione tra i regolatori dell'energia (ACER) era intervenuta nel dibattito, raccomandando all'ÚRSO di allineare la metodologia tariffaria alle norme comunitarie, pur riconoscendo le difficoltà particolari create dalla perdita dei flussi di transito est-ovest.
L'impatto dell'aumento approvato si farà sentire principalmente sulle industrie ad alta intensità energetica, come la chimica e la metallurgia, che dipendono dal gas come materia prima o combustibile. In confronto, l'Austria ha registrato aumenti tariffari di circa il 79%, mentre la Slovacchia, grazie all'intervento del regolatore, ha limitato il rialzo a un livello più contenuto. Il confronto evidenzia però una tendenza comune nell'Europa centrale: il progressivo trasferimento sui consumatori del costo della transizione energetica e della riorganizzazione delle rotte di approvvigionamento.
La situazione di eustream rispecchia una più ampia fragilità del sistema energetico slovacco, che punta ora sulla riapertura del gasdotto Druzhba come leva per ridurre la pressione sulle infrastrutture interne e contenere le tariffe nei prossimi anni.
