OFZ abbandona la Slovacchia: produzione verso Angola e Uzbekistan

  • April 17, 2026

 undefined

 

Il produttore di ferroleghe OFZ, con sede a Oravský Podzámok nell'Orava slovacca, ha completamente sospeso la produzione nello stabilimento slovacco nel corso del 2025, avviando al contempo un ambizioso piano di rilocalizzazione industriale verso Angola e Uzbekistan. La causa principale della chiusura è l'insostenibilità dei costi dell'energia elettrica in Slovacchia, che rendono la produzione di ferroleghe economicamente non redditizia nel quadro europeo attuale.
OFZ, controllata dall'imprenditore Vladimír Klocok, ha firmato un accordo con il governo angolano che prevede un investimento di 100 milioni di euro nella costruzione di un impianto nei pressi di una centrale idroelettrica locale. L'Angola offrirà all'azienda energia elettrica a un quinto del prezzo slovacco per 15 anni, accompagnata da incentivi fiscali significativi. La costruzione dell'impianto, con capacità produttiva simile a quella dell'originale stabilimento slovacco, è prevista per iniziare nel 2027.
Sul fronte uzbeko, OFZ punta ad avviare la produzione già ad agosto 2026 attraverso la joint venture OFZ Angren, con una capacità iniziale pari a circa un decimo di quella angolana, corrispondente a un singolo forno produttivo. L'Uzbekistan era già nel mirino dell'azienda da anni: nel 2023, i vertici di OFZ avevano identificato il Paese centrasiatico come destinazione prioritaria dopo aver valutato opzioni in India, Brasile, Egitto e Azerbaijan. L'elettricità uzbeka è stimata a circa un decimo del prezzo slovacco, rendendo l'investimento economicamente attraente.
La vicenda di OFZ è emblematica delle difficoltà che affrontano le industrie energivore nell'Europa centrale. La fine del transito di gas russo attraverso l'Ucraina e la progressiva decarbonizzazione europea hanno spinto i prezzi energetici a livelli che molte produzioni manifatturiere tradizionali non riescono a sostenere. L'azienda aveva già ridotto i propri organici di due terzi negli anni precedenti, cercando soluzioni alternative prima di optare per la chiusura definitiva dello stabilimento slovacco.
La perdita di questa realtà produttiva, attiva nell'Orava dal 1952, ha implicazioni significative anche per l'occupazione locale in una regione già segnata da tensioni sul mercato del lavoro.
 
 Torna alla pagina principale e leggi tutte le ultime notizie. Visita news.camit.sk

Le notizie più lette