Il ministro delle Finanze Ladislav Kamenický ha chiuso la porta a misure immediate per abbassare il prezzo dei carburanti in Slovacchia, respingendo le ipotesi di tagli alle accise o all'IVA. La posizione lascia i consumatori slovacchi con i prezzi della benzina e del gasolio più alti tra i paesi del Gruppo di Visegrad. I dati dell'ultima settimana mostrano un divario netto rispetto ai vicini. In Polonia il gasolio costa 1,62 euro al litro, in Ungheria 1,71, in Repubblica Ceca 1,71. In Slovacchia si arriva a 1,79 euro, superando anche l'Ungheria nonostante le sue accise storicamente più elevate. Solo l'Austria, con 1,91 euro, fa peggio nella regione. Kamenický ha riconosciuto di avere poco margine di manovra, attribuendo questo limite all'irresponsabilità fiscale accumulata dal governo nelle legislature precedenti. Ha confermato di voler proseguire i negoziati con la raffineria Slovnaft, che nelle settimane scorse ha revocato il meccanismo volontario di contenimento dei prezzi e riportato i prezzi ai valori di mercato. Slovnaft, principale operatore slovacco del settore, rispedisce le accuse al mittente: secondo la società, la differenza di prezzo rispetto agli altri paesi V4 dipende dal livello fiscale più alto applicato in Slovacchia su accise e IVA, non da scelte commerciali proprie. Il ministro non ha commentato questa tesi, ma l'assenza di interventi fiscali la lascia parzialmente in piedi. Sul fronte politico, la questione è diventata tema di discussione pubblica, anche perché i prezzi elevati colpiscono sia le famiglie che le imprese di trasporto. Un taglio delle accise avrebbe un impatto immediato e visibile sulle pompe, ma comporterebbe un minor gettito in un periodo in cui il bilancio pubblico è già sotto pressione, con un deficit cresciuto del 24% su base annua nei primi quattro mesi del 2026. Kamenický punta invece su una soluzione negoziale con il settore privato, i cui tempi e risultati restano incerti.
Carburanti slovacchi i più cari del V4: Kamenický esclude tagli fiscali
- May 5, 2026
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