UE stringe la rete sull'IVA: accordo su condivisione dati anti-frode

  • May 6, 2026

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I governi nazionali europei hanno dato il via libera alla proposta della Commissione europea per rafforzare la lotta alla frode fiscale transfrontaliera. L'accordo, approvato dal Consiglio ECOFIN il 5 maggio, estende l'accesso ai dati IVA all'Ufficio europeo della lotta antifrode (OLAF) e alla Procura europea (EPPO), finora costretti a passare dalle autorità fiscali nazionali per ottenere le informazioni necessarie. Il nodo centrale è il cosiddetto 'VAT gap', il divario tra l'IVA teoricamente dovuta e quella effettivamente incassata: secondo i dati della Commissione, ammonta a 128 miliardi di euro l'anno. La frode carosello, lo schema più diffuso, dove merci fittizie attraversano le frontiere interne dell'UE proprio per sfruttare la frammentazione tra giurisdizioni fiscali diverse, è per definizione difficile da intercettare con strumenti nazionali. Il quadro che emerge dal compromesso è tuttavia più cauto di quanto certi governi avessero inizialmente proposto. L'accesso ai database rimane circoscritto a indagini specifiche e documentate: niente scansioni automatizzate di massa, niente intelligenza artificiale sui dataset fiscali aggregati. OLAF e EPPO potranno consultare le infrastrutture VAT già esistenti con accesso in sola lettura e log di audit obbligatori. La Slovacchia, come gli altri stati membri, ha approvato la misura. L'iter formale richiede ancora il parere del Parlamento europeo, atteso per luglio 2026, prima dell'adozione definitiva del regolamento. Alcuni esperti restano scettici sull'efficacia pratica dell'accordo. Il problema della frode carosello non è tanto la mancanza di dati quanto la velocità: quando un'autorità fiscale capisce che qualcosa non va, i fondi sono già stati spostati altrove. Il limite alle query esplorative rischia di lasciare gli investigatori senza gli strumenti per trovare ciò che non sanno ancora di cercare. Resta comunque un passo avanti rispetto alla frammentazione attuale, in un sistema europeo che ha costruito un mercato senza frontiere lasciando però la vigilanza fiscale in mano agli stati nazionali.


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