Appalti pubblici: parlamento approva le modifiche, opposizione denuncia scappatoie

  • May 6, 2026

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Il parlamento slovacco ha approvato una modifica alla legge sugli appalti pubblici che ridisegna alcune regole fondamentali del sistema. La revisione, che ha sostanzialmente corretto il testo proposto dal governo, chiarisce le norme sui conflitti di interesse e introduce una nuova esenzione: la legge non si applicherà ai contratti in cui siano in gioco interessi di sicurezza nazionale. I controlli sugli appalti saranno d'ora in poi concentrati sui contratti ad alto rischio e di importo elevato. È una scelta di prioritizzazione comprensibile in un paese dove le risorse ispettive sono limitate, ma che implica meno scrutinio su contratti di fascia media. L'opposizione ha reagito con toni critici. Il punto contestato è soprattutto la clausola di sicurezza nazionale: la preoccupazione è che il governo possa usarla per aggirare le procedure trasparenti di gara, affidando contratti senza gara pubblica invocando ragioni di riservatezza. In un paese con una storia recente di scandali legati agli appalti, la preoccupazione non è peregrina. La riforma arriva in un momento in cui la Slovacchia è sotto osservazione europea per le sue politiche anticorruzione: l'UE aveva sospeso i pagamenti del fondo di recupero fino allo scorso luglio proprio per criticità legate all'indebolimento dei meccanismi di controllo. L'ottava rata dei fondi del Recovery Plan, da poco presentata a Bruxelles, sarà valutata anche sulla base di questo tipo di riforme legislative. Sul piano tecnico, la modifica introduce anche maggiore chiarezza sulle definizioni di conflitto di interesse, un'area in cui l'OCSE aveva già segnalato carenze nel sistema slovacco. La traduzione pratica di queste definizioni più precise nella gestione quotidiana degli appalti dipenderà dall'attuazione concreta da parte degli enti appaltanti.


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