Il mercato fotovoltaico slovacco registra una piccola inversione di tendenza dopo anni di ribassi sostenuti. I prezzi dei pannelli FV erano scesi del 60% tra il 2022 e il 2024, spinti in buona parte dai sussidi all'export del governo cinese. Il 1° aprile 2026, con la Cina che ha ormai in mano l'80% circa del mercato mondiale, Pechino ha eliminato alcune di quelle agevolazioni. Per un impianto residenziale da 10 kW, il costo dei pannelli salirà di circa 200 euro. L'impatto è più sensibile per gli impianti commerciali e industriali di grande dimensione, dove l'incremento può essere significativamente superiore. Il settore FV in Slovacchia deve fare i conti anche con un altro fattore di costo: i servizi di accumulo virtuale (virtual battery) stanno diventando più onerosi, mentre i prezzi delle batterie fisiche continuano invece a scendere. Questo crea un'asimmetria che complica la pianificazione economica per chi installa impianti senza accumulo fisico on-site. La traiettoria complessiva del solare rimane comunque espansiva. Anche con i rincari dell'aprile 2026, i prezzi restano storicamente molto bassi rispetto ai livelli di cinque anni fa. Il problema principale per il settore non è tanto il costo dei pannelli quanto la complessità burocratica e i tempi di connessione alla rete, che restano tra i principali ostacoli allo sviluppo del fotovoltaico distribuito in Slovacchia. L'associazione per le energie rinnovabili SAPI ha chiesto alla Commissione europea di verificare se le regole slovacche sui sistemi di accumulo energetico siano compatibili con i principi di non discriminazione e accesso aperto al mercato, sostenendo che le norme attuali favoriscono i produttori tradizionali e limitano la concorrenza.
Pannelli solari più cari: la fine dei sussidi cinesi colpisce il mercato slovacco
- May 6, 2026
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