Robert Fico è
rientrato a Bratislava dalle celebrazioni russe del 9 maggio e ha subito
offerto al pubblico slovacco una nuova teoria sul futuro dell'energia europea.
Secondo il primo ministro, durante il suo soggiorno a Mosca gli sarebbe stato
detto che gli Stati Uniti intendono mettere le mani su tutta l'infrastruttura
di transito energetico del continente. «Sarà uno spasso. I russi venderanno
agli americani gas e petrolio a prezzi di mercato, e gli americani li
rivenderanno a noi con un sovrapprezzo», ha dichiarato, senza fornire dettagli
sulla fonte dell'informazione né su come dovrebbe avvenire questa presunta
acquisizione. Fico è stato l'unico leader di un Paese dell'Unione europea
presente alla parata. Gli altri governi hanno disertato, in segno di distanza
dalla guerra in Ucraina. Il premier slovacco ha invece scelto di partecipare,
presentando la trasferta come una difesa degli interessi energetici del paese. Sul
piano concreto, l'idea che gli americani vogliano comprare l'intera rete di
transito europea non trova al momento riscontri nelle fonti ufficiali. Diversi
osservatori hanno fatto notare che l'affermazione, lanciata senza prove, serve
più a tenere alta la pressione politica interna che a descrivere uno scenario
reale. In Slovacchia il dibattito sull'energia resta centrale: bollette in
salita, dipendenza ancora forte dalle materie prime russe e una transizione
verso fornitori alternativi che procede a rilento.
