Energopomoc, da luglio cambiano i criteri: dividendi nel calcolo del reddito

  • May 11, 2026

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Le regole per accedere ai sussidi sulle bollette di elettricità e gas, il programma noto come energopomoc, cambieranno dal primo luglio. La novità più rilevante riguarda il metodo di calcolo del reddito familiare, che da quella data terrà conto anche dei dividendi percepiti dai membri del nucleo, e non più soltanto degli stipendi come avviene oggi. L'obiettivo dichiarato del governo è chiudere una falla nel sistema. La normativa attuale ha permesso ad alcuni imprenditori di accedere al sussidio nonostante redditi complessivi elevati, semplicemente perché parte dei loro guadagni transitava attraverso la distribuzione di utili societari. Il caso è emerso a fine 2025, quando diversi giornali hanno mostrato che proprietari di piccole e medie imprese, beneficiari di dividendi consistenti, rientravano nei criteri pensati per le famiglie a basso reddito. Con le nuove regole, alcune categorie perderanno l'accesso al beneficio. Si tratta in particolare degli imprenditori che si pagano attraverso dividendi anziché stipendio, e di chi ha registrato un'attività commerciale presso il proprio indirizzo di residenza, come accade per esempio per parrucchieri o estetiste che lavorano in casa. Per queste situazioni i fornitori di energia saranno tenuti a stipulare nuovi contratti con i clienti, indicando esplicitamente la natura del consumo, se domestica o commerciale. Il programma energopomoc è entrato in vigore il primo gennaio 2026 e si applica a circa il 90 per cento delle famiglie slovacche. Il sussidio non viene versato sotto forma di trasferimento monetario ma si traduce in una tariffa scontata applicata direttamente in bolletta. La soglia di accesso è fissata a 1.930 euro al mese di reddito pro capite, calcolato dividendo il reddito familiare totale per un coefficiente che dipende dalla composizione del nucleo. Il governo non ha ancora pubblicato una stima ufficiale dei risparmi attesi dall'inasprimento dei criteri. Resta aperta la questione di chi paga davvero il sussidio. L'energopomoc è finanziato in parte attraverso il bilancio statale e in parte attraverso una redistribuzione interna tra i clienti del settore energetico. Le famiglie che non hanno diritto al beneficio si trovano oggi a pagare tariffe più alte di circa il 30 per cento rispetto al 2025, mentre i beneficiari hanno mantenuto i prezzi calmierati. Il sistema mostra i suoi limiti: chi entra fa parte di una platea ampissima, chi esce paga il conto.
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