Le regole per
accedere ai sussidi sulle bollette di elettricità e gas, il programma noto come
energopomoc, cambieranno dal primo luglio. La novità più rilevante riguarda il
metodo di calcolo del reddito familiare, che da quella data terrà conto anche
dei dividendi percepiti dai membri del nucleo, e non più soltanto degli
stipendi come avviene oggi. L'obiettivo dichiarato del governo è chiudere una
falla nel sistema. La normativa attuale ha permesso ad alcuni imprenditori di
accedere al sussidio nonostante redditi complessivi elevati, semplicemente
perché parte dei loro guadagni transitava attraverso la distribuzione di utili
societari. Il caso è emerso a fine 2025, quando diversi giornali hanno mostrato
che proprietari di piccole e medie imprese, beneficiari di dividendi
consistenti, rientravano nei criteri pensati per le famiglie a basso reddito. Con
le nuove regole, alcune categorie perderanno l'accesso al beneficio. Si tratta
in particolare degli imprenditori che si pagano attraverso dividendi anziché
stipendio, e di chi ha registrato un'attività commerciale presso il proprio
indirizzo di residenza, come accade per esempio per parrucchieri o estetiste
che lavorano in casa. Per queste situazioni i fornitori di energia saranno
tenuti a stipulare nuovi contratti con i clienti, indicando esplicitamente la
natura del consumo, se domestica o commerciale. Il programma energopomoc è
entrato in vigore il primo gennaio 2026 e si applica a circa il 90 per cento
delle famiglie slovacche. Il sussidio non viene versato sotto forma di
trasferimento monetario ma si traduce in una tariffa scontata applicata
direttamente in bolletta. La soglia di accesso è fissata a 1.930 euro al mese
di reddito pro capite, calcolato dividendo il reddito familiare totale per un
coefficiente che dipende dalla composizione del nucleo. Il governo non ha
ancora pubblicato una stima ufficiale dei risparmi attesi dall'inasprimento dei
criteri. Resta aperta la questione di chi paga davvero il sussidio.
L'energopomoc è finanziato in parte attraverso il bilancio statale e in parte
attraverso una redistribuzione interna tra i clienti del settore energetico. Le
famiglie che non hanno diritto al beneficio si trovano oggi a pagare tariffe
più alte di circa il 30 per cento rispetto al 2025, mentre i beneficiari hanno
mantenuto i prezzi calmierati. Il sistema mostra i suoi limiti: chi entra fa
parte di una platea ampissima, chi esce paga il conto.
