La Slovacchia è rimasta l'unica altra voce dissonante accanto all'Ungheria nel voto che ha formalmente aperto la strada all'adesione dell'UE a un tribunale speciale per processare i vertici russi per il crimine di aggressione contro l'Ucraina. I ministri degli Stati membri hanno votato la settimana scorsa, impegnando un primo stanziamento di dieci milioni di euro. L'istituzione è concepita come un complemento alla Corte Penale Internazionale dell'Aja, che non ha giurisdizione sull'atto d'invasione in quanto tale, ma solo sui crimini di guerra commessi nel corso del conflitto. Il tribunale è stato costruito nell'ambito del Consiglio d'Europa e, nella scorsa primavera, aveva già ottenuto il sostegno formale di oltre quaranta paesi. La Commissione europea ha partecipato attivamente alle trattative insieme all'Ucraina e alle capitali europee favorevoli. Il 15 maggio il Comitato dei Ministri del Consiglio d'Europa si riunisce: entro quella data l'UE intendeva aver formalizzato la propria adesione. Bratislava ha motivato il mancato appoggio con "questioni amministrative e operative irrisolte". L'opposizione ha parlato di "ulteriore vergogna" per il paese. L'ex ministro degli esteri Ivan Korčok ha accusato il governo di applicare "doppiopesismo" sulla politica estera e si invoca il diritto internazionale solo a parole. L’eurodeputato di governo Branislav Ondruš ha invece difeso l'astensione, sostenendo che il tribunale è "ridondante" rispetto alla CPI già esistente e che approfondisce le tensioni con Mosca invece di facilitare una pace.
Slovacchia e Ungheria contro il tribunale per la Russia
- May 12, 2026
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