Il settore pubblico slovacco dovrà tagliare i consumi energetici del 2% l'anno

  • May 13, 2026

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Il ministero dell'Economia ha avviato l'iter legislativo per recepire nella normativa slovacca gli obblighi europei sull'efficienza energetica. La proposta in consultazione prevede che le amministrazioni pubbliche riducano i propri consumi di energia dell'1,9% ogni anno, in linea con quanto richiesto dalla direttiva UE sull'efficienza energetica. I settori dei trasporti e della difesa sono esentati dall'obbligo. Per garantire il raggiungimento degli obiettivi, il testo prevede l'istituzione di una nuova figura professionale: il "responsabile energetico", che avrà il compito di monitorare i consumi e coordinare le misure di risparmio all'interno delle singole strutture pubbliche. Un ruolo centrale spetterà anche all'Autorità di regolazione dei servizi pubblici (ÚRSO), alla quale verrà assegnato il compito di definire in modo preciso il concetto di "povertà energetica". Tale definizione diventerà la base su cui costruire i criteri per l'erogazione degli aiuti di Stato destinati alle famiglie più vulnerabili. Il provvedimento si inserisce in un quadro più ampio di adeguamento della legislazione slovacca ai requisiti del Green Deal europeo. Il settore pubblico è considerato un terreno privilegiato per avviare la transizione: se gli enti statali danno l'esempio, il ragionamento è che il settore privato tenderà a seguire. Nella pratica, tuttavia, le amministrazioni slovacche partono da una base non brillante. I consumi negli edifici pubblici sono cresciuti di quasi il 50% dal 2014, nonostante i programmi di ristrutturazione finanziati in parte dai fondi europei. La scadenza che pesa di più sullo sfondo è il 2027, anno in cui l'UE prevede di introdurre il sistema ETS2, che estenderà il meccanismo di scambio delle quote di emissione agli edifici e ai trasporti. Il costo del carbonio diventerà quindi un fattore diretto anche per le casse pubbliche, rendendo l'efficienza energetica non più solo un obbligo normativo ma una necessità finanziaria concreta. La normativa dovrà superare la fase di consultazione e poi seguire il consueto iter parlamentare. Tempi e contenuto finale dipenderanno in larga parte dalla capacità della coalizione di trovare un accordo su misure che toccano ambiti molto diversi dell'amministrazione pubblica.
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