Licenze AI per tutti gli insegnanti: Drucker apre le gare a Google, Microsoft e Mistral

  • May 13, 2026

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Il ministro dell'Istruzione Tomáš Drucker ha annunciato che tutti gli insegnanti delle scuole primarie e secondarie slovacche riceveranno licenze di accesso a modelli di intelligenza artificiale. L'obiettivo è concludere la gara d'appalto entro la fine del 2026. Tra i fornitori invitati a partecipare figurano Google, Microsoft e Mistral, oltre a OpenAI, già fornitore delle licenze ChatGPT acquistate per le facoltà di scienze dell'educazione. L'iniziativa si collega a un percorso già avviato: le facoltà pedagogiche avevano ricevuto l'accesso a ChatGPT per preparare i futuri insegnanti all'uso degli strumenti di intelligenza artificiale. Estendere le licenze a tutto il corpo docente operativo nelle scuole rappresenta il passo successivo. La logica del provvedimento è che gli strumenti di AI possono aiutare i docenti nella preparazione delle lezioni, nella correzione dei testi, nella personalizzazione dei percorsi didattici e nella gestione del lavoro amministrativo. Un insegnante che padroneggia questi strumenti può dedicare più tempo alla relazione diretta con gli studenti, invece di impegnare ore nella produzione di materiali standardizzati. La scelta di aprire la gara a più fornitori è significativa. Fino a poco tempo fa, ChatGPT era il riferimento quasi esclusivo nel dibattito pubblico sull'intelligenza artificiale generativa. L'inclusione di Mistral, startup francese specializzata in modelli open weight, e di Google e Microsoft, entrambi con prodotti propri integrati nelle suite per la produttività scolastica, indica che il ministero vuole evitare la dipendenza da un unico operatore e confrontare le offerte sul piano del costo, della privacy e delle funzionalità didattiche. Restano aperte alcune domande pratiche: la formazione dei docenti sull'uso corretto di questi strumenti, la definizione di linee guida chiare su cosa sia lecito fare con l'AI in classe e la gestione dei dati degli studenti, che dovrà rispettare il GDPR europeo. L'annuncio segna comunque un cambio di passo rispetto alla tendenza, ancora diffusa, di trattare l'intelligenza artificiale come un problema da tenere fuori dalla classe piuttosto che come uno strumento da integrare con consapevolezza.
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