Nei primi quattro mesi del 2026, il volume di gas russo transitato verso la Slovacchia attraverso l'Ungheria è sceso del 20% rispetto allo stesso periodo del 2025, fermandosi a 753 milioni di metri cubi. I dati provengono da ENTSOG, la rete europea degli operatori dei sistemi di trasporto del gas. Il gas è acquistato dalla società pubblica SPP, che mantiene un contratto di fornitura con Gazprom valido fino al 2034. Secondo i termini del contratto, tutti i costi di transito sono a carico di Mosca. L'UE ha approvato a fine 2025 una normativa che vieta le importazioni di gas russo entro settembre 2027 per i contratti a lungo termine, con un'eccezione per i paesi privi di sbocco al mare, tra cui la Slovacchia, in caso di emergenza di approvvigionamento. SPP ha già firmato un addendum al contratto con Gazprom per renderlo formalmente compatibile con le regole europee. Il paradosso è che, pur calando nei mesi invernali, la quota russa rischia di tornare a essere la maggioranza del mix di SPP nel 2026. L'anno scorso il gas russo copriva circa un terzo degli approvvigionamenti della società; quest'anno la quota potrebbe superare il 50%. La spiegazione è tecnica: con l'interruzione nel gennaio 2025 del transito attraverso il corridoio ucraino, le forniture arrivano ora tramite TurkStream, la rotta che passa per la Turchia e risale verso l'Europa centrale attraverso la Serbia e l'Ungheria. La capacità di questa rotta è inferiore rispetto a quella ucraina, ma l'alternativa preferita da SPP comporta prezzi più alti.
Gas russo: transit in calo, ma SPP punta ad aumentare le forniture
- May 13, 2026
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