L'effetto netto delle misure pro-crescita annunciate dal governo slovacco sull'economia sarà pari a zero. È la valutazione senza giri di parole di Rastislav Machunka, rappresentante dell'associazione datoriale AZZZ, che ha accusato il governo di non aver compreso la gravità della situazione economica del paese. Machunka ha indicato l'assenza di tagli fiscali come il difetto principale del pacchetto: senza interventi sulla pressione tributaria, le misure annunciate non sono in grado di stimolare investimenti o consumi. Una posizione condivisa anche dalla segretaria generale del sindacato KOZ, Monika Uhlerová, che ha definito le proposte governative prive di un reale orientamento alla crescita. A sorpresa, anche la ministra dell'Economia Denisa Saková ha concordato che le misure non produrranno effetti apprezzabili sulla crescita del PIL. Il governo, ha spiegato, affronterà il tema dei tagli fiscali a settembre, dopo l'aggiornamento delle previsioni fiscali e nell'ambito del processo di elaborazione del bilancio 2027. Il contesto macroeconomico spiega l'urgenza del dibattito. Il tasso di disoccupazione è salito al 5,9% nel primo trimestre, il livello più alto degli ultimi tre anni. L'occupazione è diminuita dell'1% su base annua. Allo stesso tempo, l'inflazione si è attestata al 4% a maggio, contro il 3,2% della media dell'eurozona. Il salario medio nominale è cresciuto del 6,1% nel primo trimestre, raggiungendo 1.611 euro, ma in termini reali l'aumento si riduce al 2,3% dopo aver tenuto conto dell'inflazione. Per l'intero 2026, gli analisti prevedono una crescita salariale nominale del 5,5% e reale di circa l'1,5%.
Provvedimenti pro-crescita del governo: per le imprese non cambia nulla
- June 3, 2026
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