Il premier Robert Fico ha
dichiarato che la fonderia di alluminio Slovalco riavvierà la produzione entro
poche settimane, senza però rivelare i dettagli del pacchetto di aiuti statali
in preparazione. Lo stabilimento di Žiar nad Hronom, di proprietà al 55% di
Norsk Hydro e al 45% di Penta Investments, aveva sospeso la produzione primaria
di alluminio a fine 2022, dopo oltre settant'anni di operatività continua, a
causa della combinazione tra prezzi dell'energia alle stelle e quotazioni
dell'alluminio ai minimi. La situazione da allora si è ribaltata: i prezzi
dell'elettricità sono scesi e quelli dell'alluminio sono saliti del 50%,
rendendo la ripresa produttiva nuovamente plausibile dal punto di vista
economico. A febbraio, il governo aveva firmato un memorandum non vincolante
con Slovalco che ipotizza un avvio della produzione nel 2027, con un pacchetto
di sostegno pluriennale che includerebbe elettricità a basso costo dalla
centrale idroelettrica statale di Gabčíkovo, sussidi dal Fondo ambientale e
sconti sui contributi al Fondo nucleare nazionale. L'amministratore delegato di
Slovalco, Milan Veselý, aveva dichiarato in precedenza che per rendere
sostenibile il riavvio è necessario un sostegno annuo di circa 50 milioni di
euro, principalmente sotto forma di compensazione per i costi delle emissioni.
Senza questo sostegno, ha avvertito, anche l'attuale linea di riciclo sarebbe a
rischio di chiusura. L'impianto arrivava ad assorbire circa l'8% dell'intera
produzione elettrica nazionale a pieno regime. Il pacchetto di aiuti deve
essere approvato dalla Commissione europea prima di poter diventare operativo.
Il precedente che Bratislava cita è quello tedesco: la Germania eroga
compensazioni CO2 a imprese energivore analoghe per decine di milioni di euro
l'anno. Slovalco produceva in passato 160.000 tonnellate di alluminio primario
all'anno, rifornendo circa la metà del fabbisogno industriale interno.
