Deutsche Bank: i robot umanoidi si avvicinano alla produzione di massa

  • June 16, 2026

undefined 

 L’intelligenza artificiale sta iniziando a uscire dagli schermi per entrare nel mondo fisico. Dopo l’esplosione delle applicazioni generative negli ultimi tre anni, l’attenzione di investitori, aziende tecnologiche e istituti finanziari si sta rapidamente spostando verso la cosiddetta “Physical AI”, ovvero sistemi di intelligenza artificiale integrati in robot capaci di interagire autonomamente con l’ambiente reale. Secondo una recente analisi di Deutsche Bank, il settore dei robot umanoidi starebbe entrando nella fase di scalabilità industriale, spingendo la banca tedesca ad aumentare le proprie previsioni di crescita per il comparto. Il tema è ormai considerato uno dei principali filoni tecnologici del prossimo decennio, al pari di quanto rappresentarono gli smartphone negli anni 2010 o il cloud computing negli anni successivi. La crescente attenzione verso i robot umanoidi è sostenuta da una combinazione di fattori: i progressi dei modelli di intelligenza artificiale generativa, la riduzione dei costi dei componenti, i miglioramenti nei sistemi di visione artificiale e la necessità, in molte economie avanzate, di compensare la carenza di manodopera dovuta all’invecchiamento della popolazione. Le previsioni del settore stanno diventando sempre più ambiziose. Goldman Sachs stima che il mercato globale dei robot umanoidi potrebbe raggiungere i 38 miliardi di dollari entro il 2035, oltre sei volte rispetto alle precedenti valutazioni. Anche Morgan Stanley guarda al lungo periodo con grande ottimismo. Secondo la banca d’investimento americana, il mercato complessivo dei robot umanoidi potrebbe superare i 5.000 miliardi di dollari entro il 2050, considerando non solo la vendita delle macchine ma anche l’intero ecosistema di manutenzione, servizi e componentistica. Sul fronte industriale, i segnali di accelerazione sono già evidenti. La tedesca Neura Robotics ha recentemente raccolto circa 1,4 miliardi di dollari di nuovi finanziamenti, raggiungendo una valutazione di circa 7 miliardi di dollari. L’azienda prevede di passare da una produzione di circa 6.000 robot umanoidi nel 2026 a decine di migliaia di unità già nel 2027, con l’obiettivo di arrivare a milioni di robot entro il 2030. Tra gli investitori figurano colossi come Nvidia, Amazon, Qualcomm e Bosch. Gli analisti ritengono che la fase attuale assomigli a quella attraversata dall’industria automobilistica nei primi decenni del Novecento: la tecnologia esiste già, ma la vera sfida consiste nell’industrializzare la produzione e abbattere i costi. Secondo diverse stime, il prezzo medio di un robot umanoide potrebbe scendere sotto i 100.000 dollari entro il prossimo decennio, aprendo la strada a un’adozione molto più ampia nelle fabbriche, nei magazzini, nella logistica, nella sanità e nei servizi alla persona. Per economie manifatturiere come quella slovacca, fortemente orientate all’automotive e all’industria avanzata, la diffusione della Physical AI potrebbe rappresentare una trasformazione di portata storica. Se negli ultimi vent’anni la competitività è stata sostenuta principalmente dalla disponibilità di manodopera qualificata, nei prossimi decenni il vantaggio competitivo potrebbe dipendere sempre più dalla capacità di integrare robot intelligenti nei processi produttivi, aumentando produttività ed efficienza in un contesto di crescente scarsità di lavoratori.
 Torna alla pagina principale e leggi tutte le ultime notizie. Visita news.camit.sk

Le notizie più lette