Slovenská plavba a prístavy, parte del gruppo Budamar e gestore del porto fluviale di Bratislava e dei servizi di trasporto merci sul Danubio, ha registrato l'anno scorso un utile netto di 96,2 milioni di euro nonostante un calo dei ricavi del 7%, scesi a 33,8 milioni. Il risultato straordinario è dovuto a una cessione di asset allo Stato per 124 milioni di euro. Attraverso questa transazione, finanziata con un prestito di 165 milioni da ČSOB a un tasso fino al 4,9%, lo Stato ha acquisito il pieno controllo dell'infrastruttura portuale di Bratislava e Komárno. La mossa consolida la presenza pubblica sulle infrastrutture critiche della navigazione interna, settore considerato strategico dal governo per le catene logistiche europee. Subito dopo aver completato l'acquisizione, l'esecutivo ha però annunciato un progetto di ben altro respiro: la ricollocazione del porto di Bratislava e la trasformazione dell'area attuale in un nuovo quartiere urbano. Partner nel progetto di sviluppo immobiliare sarebbe Eagle Hills, società degli Emirati Arabi Uniti attiva in grandi operazioni di rigenerazione urbana in Europa orientale e nel Medio Oriente. Il progetto ricalca logiche già viste in altre capitali europee, dove la dismissione di aree portuali urbane ha generato nuovi quartieri residenziali e commerciali. Nel caso di Bratislava, il sito affacciato sul Danubio rappresenta uno dei pochi ambiti di trasformazione urbana ancora disponibili in posizione centrale. Tempi e modalità del trasferimento del porto non sono ancora stati resi noti.
