Giugno 2026 entra nelle statistiche meteorologiche slovacche. La temperatura media di Bratislava ha toccato i 23,5°C, tre gradi sopra la media storica del periodo 1991-2020, secondo l'istituto meteorologico nazionale SHMÚ. Durante l'ondata di calore di fine mese si è sfiorato il record assoluto: quasi 40°C registrati nella capitale. Non è solo la capitale a soffrire. Il SHMÚ avverte che la siccità di intensità variabile interessa ormai quasi tutto il territorio slovacco. La siccità estrema, la categoria più grave nella classificazione dell'istituto, colpisce il 27% del territorio nazionale, con la situazione più grave nelle regioni meridionali e orientali. Non esiste in Slovacchia una sola area con surplus di umidità. Il comparto agricolo è quello più esposto. Luglio è il mese decisivo per le colture cerealicole e oleaginose: mais, girasole e barbabietola da zucchero sono nel pieno della fase di riempimento e hanno bisogno di acqua. Una siccità di questa intensità, se si prolunga ancora per due o tre settimane, può ridurre i raccolti in misura rilevante, con ripercussioni sui prezzi delle materie prime nel mercato interno e sulle esportazioni agricole verso la Repubblica Ceca e la Polonia. Il dato climatico di Bratislava si inserisce in una tendenza comune all'Europa centrale: le temperature medie estive crescono di circa 0,3°C per decennio, e le ondate di calore diventano più frequenti e più intense. Il quasi-record di 40°C non è più un'eccezione nella serie storica, ma un evento ricorrente. Per chi lavora nella gestione delle infrastrutture urbane, i segnali sono concreti. Le reti idriche di Bratislava operano già in regime di allerta durante i picchi estivi. Diversi comuni stanno rivedendo i piani di gestione delle acque, con investimenti in riserve e sistemi di recupero che fino a qualche anno fa non erano considerati urgenti.
