Il premier Robert Fico ha ribadito la sua posizione contraria agli investimenti nell'energia eolica, indicando nel nucleare e nell'idroelettrico le fonti su cui la Slovacchia deve puntare per far fronte all'aumento atteso del consumo elettrico nei prossimi anni. L'argomento di Fico contro l'eolico è tecnico oltre che politico: gli impianti eolici richiedono investimenti aggiuntivi nelle risorse di bilanciamento della rete, poiché la produzione dipende dalle condizioni meteorologiche e non è programmabile. Per ogni megawatt di capacità eolica installata, sostiene il premier, bisogna prevedere anche riserve convenzionali capaci di sopperire nei momenti di assenza di vento. Questo renderebbe il costo reale dell'eolico più alto di quanto sembri. La posizione di Fico si inserisce in un quadro europeo dove il dibattito sulle fonti rinnovabili intermittenti è sempre più acceso. Diversi paesi hanno rallentato i piani di sviluppo dell'eolico dopo aver sperimentato episodi di instabilità della rete. Altri, invece, hanno investito massicciamente in accumulo e interconnessioni per risolvere il problema della variabilità. La Slovacchia ha una quota significativa di energia nucleare nel proprio mix elettrico, grazie alla centrale di Mochovce. Il progetto di Jaslovské Bohunice, se confermato, rafforzerebbe ulteriormente questa quota e ridurrebbe la dipendenza dalle importazioni. L'idroelettrico, invece, è limitato dalle caratteristiche geografiche del paese: la principale risorsa è il Danubio, già sfruttato con la centrale di Gabčíkovo. Sul piano europeo, la scelta di privilegiare il nucleare è condivisa con paesi come Francia, Polonia e Repubblica Ceca, mentre si scontra con le posizioni di Germania e Austria, storicamente contrarie all'atomo. La Commissione europea ha incluso il nucleare nella tassonomia verde, aprendo la strada ai finanziamenti, ma il dibattito politico resta aperto.
Fico contro l'eolico: la Slovacchia punta su nucleare e idroelettrico
- July 8, 2026
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