Il progetto per la nuova centrale nucleare di Jaslovské Bohunice si è trasformato in un terreno di scontro tra i partner di governo. Il ministro dell'Economia Denisa Saková mancherà la scadenza del 10 luglio fissata dal gabinetto per acquisire la quota del 49% che l'utility ceca ČEZ detiene in JESS, la società che prepara la costruzione del nuovo impianto da 1.200 MW. La questione ruota attorno al prezzo. ČEZ ha già accettato di vendere la propria partecipazione per 189 milioni di euro, cifra basata su una perizia di Stato. Saková ritiene che la valutazione sia eccessiva e vuole commissionare un nuovo studio che possa giustificare un prezzo più basso, attorno ai 117 milioni. Lo studio non è ancora pronto, e questo spiega il mancato rispetto della scadenza. Il ritardo crea problemi anche per Westinghouse, la società americana scelta come fornitore per la nuova unità. Gli accordi tra Slovacchia e Stati Uniti per il progetto risalgono al gennaio 2026, quando Fico ha firmato a Washington un accordo intergovernativo con il Segretario all'Energia Chris Wright. Il premier slovacco vuole procedere in fretta e la disputa con Saková lo ha irritato: secondo alcune fonti, Fico l'ha accusata di strumentalizzare il ritardo per ottenere vantaggi politici o commerciali.
