I marchi cinesi hanno conquistato il 5% del mercato slovacco delle nuove auto e il 10% del mercato europeo nei primi cinque mesi del 2026. Il dato più interessante è la composizione delle vendite: le auto cinesi più vendute non sono elettriche, ma ibride o a benzina. BYD è diventato il secondo venditore di veicoli elettrici e plug-in hybrid in Slovacchia, con 16 rivenditori ufficiali. Il paradosso è solo apparente. L'UE ha già applicato dazi elevati sui veicoli elettrici cinesi e sta valutando di estenderli agli ibridi. I produttori cinesi hanno quindi adattato la strategia: portano in Europa modelli con motorizzazioni convenzionali o ibride, dove i dazi non si applicano ancora con la stessa intensità, consolidando intanto la presenza commerciale e distributiva sul territorio. BYD è il caso più evidente. Il colosso cinese, che in patria compete con Tesla per il primato nel mercato globale dell'elettrico, ha costruito una rete di distribuzione capillare in Slovacchia. La sua storia europea è recente ma accelerata: in pochi anni è passato dall'assenza quasi totale al secondo posto nel segmento EV e PHEV. Per l'industria automobilistica slovacca il tema è delicato. La Slovacchia è uno dei maggiori produttori di auto pro capite al mondo, con stabilimenti di Volkswagen, Stellantis e Kia. L'ingresso dei marchi cinesi cambia il panorama competitivo, non solo per le vendite ma anche per le forniture: alcuni componenti prodotti localmente potrebbero essere rimpiazzati da quelli cinesi.
