Il Ministero dell'Ambiente ha approvato il piano di Slovnaft per realizzare un nuovo impianto di termovalorizzazione dei rifiuti a Bratislava. Il progetto CEZO (Centro di recupero energetico dai rifiuti) prevede un investimento di circa 300 milioni di euro, una capacità annua di 220.000 tonnellate di rifiuti urbani e industriali e un avvio previsto per il 2030. Slovnaft, sussidiaria slovacca del gruppo MOL, aveva presentato il progetto nel 2023 e lo aveva già ridimensionato nel settembre 2025, abbassando la capacità del 30% rispetto al piano originale per rispondere alle obiezioni del Ministero e delle associazioni ambientaliste. Il CEZO tratterà circa il 54% di rifiuti urbani, il 35% di rifiuti industriali e l'11% di rifiuti liquidi, tra cui fanghi di depurazione. Sostituirà un vecchio impianto di incenerimento dei fanghi degli anni Settanta. Secondo la società, l'impianto potrebbe coprire un quarto del fabbisogno di riscaldamento di Bratislava utilizzando calore recuperato dai rifiuti al posto del gas naturale, con una riduzione stimata di 70.000 tonnellate di CO2 all'anno. Slovnaft nega le voci di importazioni di rifiuti dall'Ungheria, affermando che il CEZO gestirà solo scarti di produzione e rifiuti locali. Il via libera ministeriale non chiude però il dossier. Attivisti, il Comune di Bratislava e la Regione VÚC hanno già annunciato che continueranno a opporsi nelle fasi successive dell'iter autorizzativo. Le preoccupazioni si concentrano sull'impatto sulla qualità dell'aria in una zona già gravata dalla raffineria Slovnaft e dall'inceneritore comunale di OLO. Il progetto risponde a un problema reale: la Slovacchia conferisce in discarica ancora circa il 39% dei rifiuti, ben oltre il limite europeo del 10% previsto per il 2035. La termovalorizzazione è uno degli strumenti per colmare questo gap, ma richiede infrastrutture robuste e una governance ambientale rigorosa per evitare che diventi semplicemente un'alternativa alla raccolta differenziata invece di completarla.
La decisione del Ministero è attesa da mesi e arriva in un momento in cui la gestione dei rifiuti è diventata una priorità nella politica ambientale europea, con le revisioni della direttiva sui rifiuti che aumentano le pressioni sui paesi a più alto tasso di smaltimento in discarica.
