Il completamento del quarto reattore di Mochovce spingerà la produzione di elettricità di Slovenské elektrárne a nuovi record, ma l'EBITDA scivolerà dal record di 1,7 miliardi di euro registrato l'anno scorso a 1,4 miliardi nel 2026, e le previsioni per il triennio 2027-2029 indicano un ulteriore trend negativo. Lo ha confermato l'amministratore delegato Branislav Strýček. La causa principale è il calo dei prezzi dell'elettricità sui mercati all'ingrosso europei. L'azienda aveva beneficiato di contratti stipulati nel periodo 2021-2022, quando i prezzi erano ai massimi storici. Da quest'anno, le vendite riflettono le quotazioni correnti, più basse. Il caricamento del combustibile nucleare nell'unità 4 di Mochovce porta la Slovacchia al 77,5% di produzione elettrica da nucleare rispetto al consumo nazionale, superando anche la Francia. I costi complessivi del progetto Mochovce 3 e 4 sono saliti a 6,7 miliardi di euro, rendendolo uno dei più grandi investimenti privati nella storia del paese. Per compensare il calo dei margini sul trading energetico, l'azienda ha deciso di aumentare significativamente gli investimenti: da 70 milioni di euro annui attuali a 250 milioni (escludendo Mochovce), con un piano da un miliardo nei prossimi cinque anni. La società punta a capitalizzare il know-how accumulato durante la costruzione di Mochovce per agire come consulente in progetti nucleari in Polonia, Stati Uniti, Bulgaria e Ungheria. La struttura azionaria di Slovenské elektrárne vede il 66% in mano al gruppo ceco EPH tramite Slovak Power Holding e il 34% allo Stato slovacco. L'azienda opera cinque unità nucleari, 31 centrali idroelettriche e due impianti fotovoltaici, producendo il 66% dell'elettricità del paese senza emissioni dirette di CO2.
