Il governo slovacco ha deciso, a fine agosto, di non approvare l'adesione del paese alla International Claims Commission for Ukraine, l'organismo internazionale incaricato di gestire i risarcimenti a cittadini, imprese e allo stato ucraino per i danni causati dall'invasione russa. Il meccanismo prevede l'uso di 280-300 miliardi di dollari di asset russi congelati in Occidente dall'inizio del conflitto, una cifra che rappresenta il grosso delle riserve della banca centrale russa bloccate dalle sanzioni. La commissione conta oggi circa quaranta paesi membri, tra cui il resto degli stati dell'Unione Europea e il Canada. La decisione slovacca di restare fuori, secondo i media, è arrivata subito dopo una telefonata del ministero degli Esteri russo alla controparte slovacca, in cui Mosca ha definito l'eventuale adesione un "passo non amichevole". Il primo ministro Robert Fico ha comunque lasciato aperta la porta ad una futura partecipazione, dichiarando che il governo deciderà nei prossimi giorni e che non vede ostacoli a un'adesione slovacca alla commissione.