Sette offerte per gli asset slovacchi e cechi di Marius Pedersen

  • September 2, 2026

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È entrata nella fase decisiva la vendita degli asset in Slovacchia e Repubblica Ceca del gruppo danese dei rifiuti Marius Pedersen, con sette offerte vincolanti presentate il 14 agosto. Tra gli offerenti figurano i principali nomi della finanza e dell'industria ceca: Daniel Křetínský tramite la controllata AVE, Pavel Tykač con il gruppo Sev.en, Karel Pražák con Kaprain e AVE, e Wood & Company con Kosit, la maggiore azienda slovacca del settore. A questi si aggiungono tre investitori stranieri, FCC Environment, Paprec e Remondis, secondo quanto riportato dal quotidiano ceco HN sulla base di fonti vicine alla trattativa. Le offerte presentate risulterebbero inferiori alle attese dei proprietari danesi, che secondo le prime indiscrezioni circolate a inizio 2026 puntavano a una valutazione vicina al miliardo di euro per l'intero perimetro ceco-slovacco. Il prezzo finale della transazione è ora atteso attorno ai 630 milioni di euro, una cifra comunque significativa che conferma le dimensioni dell'operazione, tra le maggiori mai registrate nel settore dei rifiuti in Europa centrale. Marius Pedersen ha operato per trent'anni sui mercati ceco e slovacco, costruendo una rete di società controllate che oggi rappresenta uno dei principali operatori nella raccolta e nel trattamento dei rifiuti della regione. Il gruppo danese aveva annunciato l'intenzione di uscire dall'Europa centrale già nell'ottobre 2025, citando la necessità di investimenti crescenti richiesti dall'inasprimento della normativa europea sui rifiuti, in particolare sugli obiettivi di riciclo e sulla riduzione del conferimento in discarica. Le due controllate hanno realizzato insieme ricavi per 400 milioni di euro nell'ultimo anno, con un utile EBITDA di 113 milioni, margini che spiegano l'interesse di operatori sia strategici sia finanziari per un settore regolato e con flussi di cassa relativamente stabili. Il consulente KPMG punta a firmare il contratto con il partner selezionato entro ottobre, un traguardo che, se rispettato, chiuderebbe una trattativa protrattasi per quasi un anno tra rinvii successivi delle scadenze originariamente previste.

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